Reputazione: che cos’è, quali sono i suoi elementi essenziali

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Reputazione
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Cosa significa reputazione?

Il concetto di reputazione acquista significato nel contesto sociale: definisce come gli altri ci considerano.

Henri Tajfel, psicologo britannico, ha formulato la Teoria dell’identità sociale (Social Identification Theory – SIT), secondo cui uno dei bisogni primari dell’essere umano è appartenere a una comunità: di conseguenza, la reputazione non sarebbe altro che la verifica continua dell’accettazione e della stima sociali.

Gli elementi della reputazione

Fatta questa premessa, proviamo a individuare alcuni elementi costitutivi del concetto di reputazione:

  • è una costruzione sociale. È il risultato delle azioni e degli atteggiamenti dell’individuo e di come questi vengono percepiti, interpretati e valutati dal contesto sociale nel suo insieme.
  • è un concetto mutevole, perché dipende da interpretazioni molto diverse tra loro e mai identiche.

Questi due elementi ci dicono due cose molto semplici: la prima è che, essendo la reputazione una costruzione sociale, la sua interpretazione può essere influenzata dagli altri componenti della comunità sociale; la seconda è che la reputazione altro non è che la capacità di ciascuno di noi di soddisfare le aspettative della comunità nella quale interagiamo.

Reputazione online
Reputazione online

La reputazione online

Partiamo dal presupposto che online le azioni di tutti sono visibili a tutti, così come le reazioni.

Dunque, la visibilità delle proprie azioni, delle proprie dichiarazioni, delle proprie scelte online è amplificata.

Non solo: siamo convinti di poter costruire la nostra immagine presso gli altri, perché siamo noi stessi a decidere cosa pubblicare, cosa raccontare e cosa no, quando e dove.

Fateci caso: se online prendiamo posizioni che sono diverse rispetto a quelle del nostro gruppo di riferimento, gli altri membri lo faranno notare subito e pubblicamente, tendendo a emarginarci o rispetto alla discussione in questione, o rispetto al gruppo stesso.

Il silenzio online

Quanto detto sopra giustifica il fatto che online, molto spesso, non esprimiamo quello che pensiamo se ci rendiamo conto che l’opinione che abbiamo è contraria a quella della maggioranza, per paura della riprovazione sociale e dell’isolamento che ne conseguirebbero.

Difatti commentare, mettere like o cuoricini, condividere contenuti significa esprimere un’opinione, prendere una posizione. Scelte che sono subito visibili a tutti i membri del gruppo, che mostreranno se le condividono o no.

Insomma: essere accettati da un sistema sociale stratificato per noi esseri umani è fondamentale.

Per questo sceglieremo e useremo tutto ciò che sarà utile ed efficace per raggiungere l’obiettivo d’inclusione sociale, mentre eviteremo tutto ciò che reputeremo dissonante dall’opinione diffusa.

Non esiste un’unica reputazione

Ciascuno di noi agisce in diversi contesti sociali: il lavoro, la famiglia, gli amici, ecc.

Per ciascuno di questi contesti abbiamo una reputazione: esistono tante reputazioni quanti sono i contesti sociali dei quali facciamo parte.

L’obiettivo di chi comunica: strategia di orientamento della reputazione

L’obiettivo dei comunicatori è quello di rendere socialmente accettabile un soggetto – azienda, prodotto, ente, personaggio, situazione, evento, fatto – facendo in modo che la valutazione della reputazione costruita dal contesto sociale sia positiva e che quindi sostenere questa valutazione sia utile e necessario per i membri del gruppo stesso.

Non dimentichiamo, però, che i gruppi, o community, esistono indipendentemente dal soggetto: perciò è l’azienda, l’ente, il personaggio che deve entrare in relazione con i membri della community.

Come fare?

Impegnandosi per costruire valore per la community: informazioni, contenuti, approfondimenti interessanti per i membri della community stessa.

 

Fonte: Comunicare digitale – Parte I, capitolo 2: La reputazione di Daniele Chieffi

 

 

 

 

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