Orientamento a scuola e mercato del lavoro: il futuro è STEM

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Ho due figli adolescenti, di 16 e 14 anni. Entrambi frequentano il liceo, uno il classico, l’altro lo scientifico; potremmo dire che uno frequenta una scuola NON STEM, l’altro una scuola STEM.

Figlio n.1 sta cominciando a chiedersi chi vuole diventare e, in questo, un aiuto enorme potrebbe darglielo l’orientamento a scuola.

L’orientamento (anche quello STEM) in scuole e università è inefficace

Orientamento che, a mio parere, è lacunoso e superficiale, quando invece dovrebbe essere fondamentale.

Un unico dato a sostegno della mia tesi: oltre il 55% delle aziende intervistate dall’Osservatorio sull’educazione e la formazione STEM della Fondazione Deloitte ha dichiarato di non prendere parte a servizi di orientamento.

Dalle statistiche ministeriali risulta evidente che la prima decisione, la scelta della scuola superiore, influenza anche la seconda, ovvero la scelta della facoltà universitaria.

Le evidenze ci dicono anche che gli studenti degli Istituti Tecnici e Tecnologici e i Licei scientifici sono quelli che diventano matricole in facoltà STEM all’università.

Ancora: è rarissimo il caso del passaggio da una scuola superiore NON STEM a una facoltà universitaria STEM.

Dalle risposte degli studenti a un sondaggio sulla scelta del percorso accademico, svolto dalla Fondazione Deloitte con il suo Osservatorio sull’educazione e la formazione STEM nel 2020, emerge una sorta di “indirizzamento” che la scuola superiore attua anche riguardo alle passioni e alle ambizioni professionali sviluppate dai ragazzi.

Grazie ai risultati di questo sondaggio, emerge che le facoltà STEM non sono scartate sempre a priori da chi non ha frequentato scuole superiori NON STEM.

Le facoltà STEM più gettonate dagli studenti delle scuole superiori non STEM

Tanti studenti valutano la possibilità di intraprendere un percorso accademico STEM, salvo poi cambiare idea.

Le facoltà prese in considerazione da questi studenti sono, per lo più:

  •  Fisica, Scienze, Chimica e Biologia (36%);
  •  Ingegneria informatica, Informatica e Tecnologie ICT (29%);
  •  Statistica e Matematica (24%).

I motivi che fanno prendere loro la decisione di non iscriversi a una di queste facoltà STEM sono:

  • troppo difficili;
  • non in linea con le proprie capacità (innate e maturate con gli studi pregressi);
  • possibilità lavorative scarse o presenti solo all’estero.

Se i primi due punti sono facilmente riconducibili all’indirizzamento della scuola superiore frequentata menzionato sopra, l’ultimo è la prova dell’inefficacia dell’attuale orientamento scolastico.

Perché l’attuale orientamento scolastico è inadeguato

Le attività di orientamento dovrebbero essere fatte durante tutto il percorso scolastico, non solo quando gli studenti devono scegliere, perché i ragazzi devono imparare a (ri)conoscere le richieste del mondo del lavoro.

Tra l’altro, come ho detto, oltre il 55% delle aziende intervistate ha dichiarato di non prendere parte a servizi di orientamento, a riprova del gap quantitativo e qualitativo dei servizi di orientamento attuali.

Il mercato del lavoro è in evoluzione costante

Il mercato del lavoro è in evoluzione costante: nel corso degli ultimi decenni si sono trasformati i modelli di business, le modalità di comunicazione, di archiviazione e di analisi dei dati, così come sono cambiati gli strumenti usati e l’ambiente di lavoro nel suo complesso.

Il primo fattore di questo cambiamento è l’innovazione scientifica e tecnologica, che ha subito un’accelerazione ancora maggiore in seguito alla pandemia.

Il cambiamento all’interno del mondo del lavoro è veicolato da investimenti in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico: tra le maggiori società per capitalizzazione di mercato hanno sempre più rilevanza le cosiddette “Big-Tech” (Microsoft, Alphabet, Amazon, Alibaba, Facebook).

In questo contesto, l’innovazione tecnologica e scientifica genera nuove professionalità: secondo il Forbes Technology Council

Le macchine stanno aumentando gli esseri umani, non li stanno sostituendo

La velocità del cambiamento

Questo trend non è nuovo: dal 1970 ad oggi sono incrementati del 60% i lavori che richiedono competenze di analisi e interpersonali e si è vista una riduzione del 12% delle mansioni ripetitive a limitato valore aggiunto.

L’elemento differenziante, rispetto agli anni passati, è caratterizzato dalla velocità del cambiamento: la quantità di dati elaborati raddoppia ogni 18 mesi e nell’arco temporale di due anni si stima che vengano generati più dati di tutti quelli prodotti in precedenza.

Da questo contesto nascono nuove professionalità nell’ambito della scienza e della tecnologia che da un lato devono guidare l’innovazione attraverso la ricerca, dall’altro sviluppare nuove competenze per valorizzare gli strumenti tecnologici generati.

Il futuro è STEM

Alla luce di questa tendenza il World Economic Forum ha individuato tra i profili emergenti per il prossimo quinquennio soprattutto professioni appartenenti all’universo STEM: nel futuro saranno sempre più richieste risorse con competenze negli ambiti di analisi dati, dell’Intelligenza Artificiale, dello sviluppo software e della trasformazione digitale.

 

1 Comments

  1. Il gender gap nelle lauree STEM in Italia says:

    […] donne in questi settori, divulgando le storie delle donne nelle scienze e attuando pratiche di orientamento efficace attraverso l’intero percorso della scuola superiore, anche nelle secondarie di secondo grado […]

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