Il gender gap nelle lauree STEM in Italia

Posted on

L’ultimo report del World Economic Forum, contenuto nello studio New Economy (2020), dice che i settori professionali con una più rapida crescita sono quelli legati a:

  • Intelligenza artificiale;
  • Data science;
  • Ingegneria;
  • Cloud Computing.

Se restringiamo l’analisi al contesto italiano, le previsioni dicono che fino al 2024 le aziende avranno bisogno di circa 1,5 milioni di persone con competenze digitali e di circa 632 mila persone con competenze specifiche di uso di linguaggi e metodi matematici e informatici, gestione di soluzioni innovative (Sistema Informativo Excelsior – Unioncamere e ANPAL, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro).

Le figure professionali più richieste in Italia saranno:

  • sviluppatori e analisti di software e applicazioni;
  • tecnici delle scienze fisiche e ingegneristiche;
  • specialisti in Ingegneria;
  • Data Scientist;
  • Big Data Analyst;
  • Cloud Computing Expert;
  • Cyber Security Expert;
  • Business Intelligence Analyst;
  • Social Media Marketing Manager.

La politica nutre grande interesse per l’educazione STEM perché, se aumenta il numero di persone altamente qualificate, aumenta la possibilità, per il Sistema Paese, di commerciare innovazione e di rispondere con efficacia al cambiamento tecnologico in continua evoluzione.

Per aumentare il numero di persone specializzate nei settori STEM, l’Italia ha bisogno di abbattere il gender gap nelle lauree STEM.

Gender Gap in Italia: a che punto siamo?

Ragazze e lauree STEM in Italia

Per studiare il gender gap nelle facoltà STEM partiamo da un dato di contesto: le ragazze iscritte all’università rappresentano oltre il 55% degli iscritti totali, ma non dei corsi STEM.

In pratica, per tutti i corsi universitari italiani non STEM la percentuale di ragazze iscritte è del 63%, mentre per gli uomini è il 37%.

Per i corsi STEM, invece, la percentuale di ragazze iscritte è del 36%, mentre per i ragazzi è del 64%.

Quindi, il totale delle donne iscritte a lauree non STEM è dell’82% circa, a lauree STEM è del 18,3%.

Le ragazze iscritte a lauree STEM nel Sud Italia

Gender gap e lauree STEM nel sud Italia

Dai dati MIUR emerge la maggiore propensione per le ragazze del sud a iscriversi a corsi di laurea STEM.

È importante precisare che non tutti i corsi di laurea STEM sono uguali: la presenza delle ragazze è predominante nel gruppo di corsi di laurea in Conservazione dei beni culturali, nel gruppo sanitario e paramedico, in quello geo-biologico e delle Biotecnologie, nel gruppo chimico-farmaceutico e nei corsi di Architettura.

I corsi del gruppo statistico sono invece vicini alla parità, con il 41%.

Molto grande, invece, la differenza in tutte le facoltà di Ingegneria e del gruppo Matematica e Fisica.

Nonostante il risultato delle ingegnerie sia tra i peggiori in tema di gender gap, la tendenza è in miglioramento, considerato che nel decennio 2009/2019 le ragazze iscritte a questi corsi erano circa il 20,9%, mentre nel solo anno accademico 2018/2019 la percentuale è passata al 24,1%.

Gender gap e lauree STEM: l’Italia fa meglio del resto d’Europa

L'Italia fa meglio del resto d'Europa

Riporto l’aneddoto di una ricercatrice italiana che ha lavorato in Germania. La ricercatrice ha raccontato che, durante le ore di lavoro, per andare ai servizi doveva fare tre piani ogni volta, perché i servizi riservati alle donne si trovavano solo su un piano, il 4°, al contrario di quelli degli uomini, presenti su tutti i piani.

Il gender pay gap

stipendio donne

Alla luce di questi dati, vale la pena fare una considerazione: è possibile ipotizzare che le statistiche, sia quelle che riguardano il tasso di occupazione sia quelle sulla retribuzione, siano ancora più sfavorevoli di così.

Dico questo perché le donne, all’interno delle varie facoltà STEM, tendono a prediligere quelle che fisiologicamente fanno registrare tassi di occupazione e retribuzioni più basse rispetto ad esempio alle facoltà di Ingegneria o Fisica.

Conclusione

La chiave del successo delle lauree STEM tra le giovani donne risiede anche nel normalizzare la presenza delle donne in questi settori, divulgando le storie delle donne nelle scienze e attuando pratiche di orientamento efficace attraverso l’intero percorso della scuola superiore, anche nelle secondarie di secondo grado non STEM come i licei classico, artistico, delle scienze umane, linguistico e via dicendo.

Fonti:

0 Comments

Leave a comment

Your email address will not be published.