Femminismo, la storia della prima ondata: dalla Rivoluzione Francese alla prima metà del 1900

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La prima ondata del movimento femminista ha avuto inizio con la Rivoluzione Francese (1789-1799) e si è conclusa con la Prima Guerra Mondiale, quando la maggioranza delle donne in alcuni stati  dell’Europa e degli Stati Uniti ha raggiunto uno degli obiettivi principali: il diritto di voto.

Gli obiettivi della prima ondata del femminismo

Questi decenni sono stati caratterizzati dalla lotta per i diritti civili delle donne, come la parità giuridica, il diritto all’istruzione, al lavoro retribuito e alla libertà di scegliere la propria occupazione.

Le donne o “femme couverte”: cittadine di seconda classe

Il movimento femminista si è sviluppato in un contesto in cui le donne erano considerate cittadine di seconda classe, prive di diritti e di tutele.

Le leggi riflettevano e rafforzavano questa discriminazione, in particolare per le donne sposate, che avevano uno status legale simile a quello di un minorenne.

L’uomo rappresentava legalmente la donna, definita “femme couverte”, la quale passava dalla tutela del padre a quella del marito o di un parente maschio.

Le mogli erano obbligate all’obbedienza e non potevano gestire i propri beni o figli: non avevano diritti di proprietà, non potevano decidere alcunché sui figli, non avevano libertà di scelta professionale, e potevano apparire in tribunale solo accompagnate da un tutore maschile.

In alcuni Paesi europei, fino alla fine dell’Ottocento, i mariti potevano imprigionare le loro mogli se si rifiutavano di avere rapporti sessuali.

Le leggi sul divorzio

Anche le leggi sul divorzio, introdotte nella metà del XIX secolo (in alcuni paesi di Stati Uniti ed Europa), favorivano gli uomini:alle poche donne che riuscivano a ottenere il divorzio veniva concessa la custodia dei figli solo in casi eccezionali, poiché il padre era sempre e per sempre l’unico rappresentante legale dei figli.

Le madri single e i figli illegittimi erano completamente esclusi dal sistema legale.

L’istruzione delle donne

La situazione era ancora più critica nell’accesso all’istruzione superiore, riservato esclusivamente agli uomini.

Il mondo accademico si opponeva con forza alla presenza femminile, e anche quando le donne riuscivano a essere ammesse, subivano spesso atti di ostilità da parte dei colleghi maschi.

La querelle des femmes

La querelle des femmes indica il dibattito intellettuale che si è sviluppato tra il XIII e il XVIII secolo in Europa, con epicentro in Francia, sulla natura, il ruolo e il posto della donna nella società.

Il dibattito si fondava sull’idea dell’inferiorità femminile, sostenuta nei testi medievali attraverso argomenti filosofici, teologici, medici e giuridici per lo più provenienti dalla tradizione classica, dalla Bibbia e dagli scritti dei Padri della Chiesa (per saperne di più, consiglio la lettura del saggio “Dio odia le donne”, di Giuliana Sgrena). 

Molti studiosi sostenevano che le donne, avendo un cervello più piccolo, fossero naturalmente meno intelligenti e inadatte alle attività intellettuali e politiche.
Per queste ragioni, ritenevano che il ruolo naturale delle donne fosse quello di moglie e madre, e che l’istruzione fosse inutile e persino dannosa per loro.

Le suffragette: il simbolo della prima ondata femminista

Il Regno Unito rappresenta un simbolo della prima ondata femminista, grazie al movimento delle suffragette, che nel 1918 ottenne il diritto di voto per le donne, anche se solo per quelle con più di 30 anni e in possesso di specifici requisiti.

Emmeline Pankhurst fu una delle principali figure di questa battaglia per la parità e contro la discriminazione sociale.

In Italia, invece, il suffragio femminile arrivò solo nel 1945, con le prime donne che votarono nel referendum del 1946, ma già nel 1919 le donne italiane ottennero maggiori diritti di proprietà e l’accesso a determinati ruoli giuridici, anche grazie all’influenza del movimento britannico.

I limiti della prima ondata del femminismo

La prima ondata del movimento femminista, diffusa soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, era strettamente connessa al progresso sociale ed economico dell’Occidente.

Si trattava di un movimento di classe medio-alta, dunque venivano lasciate fuori tutte le donne delle classi meno abbienti della società.

Questa prima ondata del femminismo ha gettato le basi per il percorso di emancipazione delle donne, aprendo la strada a molte delle libertà di cui godiamo oggi, ma solo nella parte occidentale del mondo.

Per esempio, in moltissimi paesi della parte orientale e del sud del mondo la questione dell’uguaglianza legale dei diritti di proprietà è tuttora irrisolta.

Inoltre, la prima ondata non ha preso in considerazione le soggettività LGBTQIA+, né le donne black, brown e le donne inabili e, come detto prima, le donne povere.

 

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