Riforma della magistratura: come funzionerà il sorteggio per i due nuovi CSM se vince il sì

Posted on

ll 22 e 23 marzo 2026 l’Italia è chiamata alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura. Il voto punta a trasformare profondamente l’assetto del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), introducendo il sorteggio per la scelta dei membri e separando l’organo di autogoverno in due rami distinti: giudicante e requirente.
Ecco i punti chiave della riforma e cosa cambierebbe in caso di vittoria del Sì.

La rivoluzione del sorteggio: come verranno scelti i membri

La riforma interviene sull’articolo 104 della Costituzione modificando il sistema con cui vengono selezionati i componenti dei due organi di autogoverno. L’attuale meccanismo elettivo interno alla magistratura verrebbe sostituito da un sistema basato sul sorteggio.

Entrambi i nuovi CSM continuerebbero a essere presieduti dal Presidente della Repubblica.

Quote laiche e componenti togati

Tra i membri di diritto resterebbero il primo presidente della Corte di Cassazione, che farebbe parte del CSM giudicante, e il procuratore generale della Corte di Cassazione, che siederebbe nel CSM requirente.

Gli altri componenti verrebbero individuati tramite sorteggio secondo due quote. Un terzo sarebbe costituito dalla componente laica, cioè membri esterni alla magistratura. In questo caso il sorteggio avverrebbe da un elenco predisposto dal Parlamento in seduta comune entro sei mesi dal suo insediamento. L’elenco dovrebbe comprendere esclusivamente professori ordinari di materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio professionale.

I restanti due terzi sarebbero magistrati. Nel caso del CSM giudicante verrebbero sorteggiati tra i giudici, mentre nel CSM requirente tra i pubblici ministeri. La riforma prevede inoltre che i vicepresidenti dei due Consigli siano scelti tra i membri laici.

Mandato e incompatibilità: le nuove regole per i consiglieri

Il mandato dei componenti sarebbe di quattro anni e non sarebbe rinnovabile. Durante questo periodo si applicherebbero alcune incompatibilità: i membri non potrebbero essere iscritti ad albi professionali né ricoprire incarichi parlamentari o regionali.

Il nodo delle leggi attuative e i tempi della riforma

La riforma costituzionale stabilisce il principio del sorteggio e le quote di composizione dei due Consigli, ma rinvia alle leggi ordinarie successive la definizione operativa di diversi aspetti, come le modalità tecniche dell’estrazione e i criteri con cui verranno formate le liste dei magistrati eleggibili. In caso di approvazione del referendum, il Parlamento dovrebbe approvare entro un anno le leggi necessarie ad adeguare l’ordinamento giudiziario e il funzionamento del CSM.

Il dibattito: le ragioni del Sì e le critiche del fronte del No

Proprio questo rinvio alle leggi attuative è uno dei punti più contestati nel dibattito politico. I sostenitori del No osservano che gli elettori voterebbero senza conoscere nel dettaglio il funzionamento del nuovo meccanismo di selezione. I sostenitori del Sì, al contrario, ritengono che l’introduzione del sorteggio possa ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura e limitare la competizione elettorale tra gruppi organizzati all’interno dell’ordine giudiziario.

Il confronto pubblico si concentra quindi su due questioni principali: da un lato il grado di rappresentanza interna garantito dal nuovo sistema, dall’altro la capacità del sorteggio di modificare gli equilibri che negli ultimi anni hanno caratterizzato il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura.

Condividi su: